In occasione del “Giorno del Ricordo”, il MEI propone una giornata di incontri e riflessioni rivolta alle scuole, sul tema dell’esodo giuliano-dalmata. L’incontro commemorativo, organizzato in collaborazione con la Società di Studi Fiumani, si terrà il 3 febbraio alle ore 11:30.
Dopo un’introduzione del Dott. Mario Bozzi Sentieri, Consigliere della Fondazione MEI, sulla nascita del “Giorno del Ricordo”, interverranno il Dott. Marino Micich, Direttore dell’Archivio Museo Storico di Fiume, e il Professor Marco Marin, in dialogo con gli studenti.
Nel corso della giornata è prevista la testimonianza di Abdon Pamich (t.b.c), esule da Fiume.
Alle 10:30 è prevista una visita guidata che introdurrà l’incontro, con un’attenzione particolare alle storie degli esuli giuliano‑dalmati illustrate nel percorso museale.
Programma
Saluti istituzionali:
Paolo Masini, Presidente Fondazione MEI
Simona Ferro, Vicepresidente Regione Liguria
Interventi storici:
Mario Bozzi Sentieri, Consigliere Fondazione MEI, con un intervento sulla nascita del “Giorno del Ricordo”
Introduzione e proiezione al video Addio Pola
Intervento del Dott. Marino Micich “Il grande esodo degli italiani dalle terre istriane, fiumane e dalmate (1945-1956)”
Intervento del Prof. Marco Martin “10 febbraio. Giorno del Ricordo. Per una Letteratura dell’Esodo giuliano-dalmata”
Testimonianza di Abdon Pamich (t.b.c)
Marino Micich - direttore dell’Archivio Museo storico di Fiume-Società di Studi Fiumani, Segretario Generale Società di Studi Fiumani, saggista storico. Docente di Master universitario sul tema del Confine orientale presso Università Nicolò Cusano anni 2020-2023. Dal 2004, membro commissione governativa per le onorificenze ai congiunti degli infoibati, istituita ai sensi della L. 92/2004. Nell’ambito della Società di Studi Fiumani promuove dal 1990 il dialogo culturale con la città di Fiume - Rijeka (Croazia). Autore di numerosi saggi e libri sulla storia di Fiume nonché dell’esodo giuliano-dalmata.
Marco Martin - docente di Lettere Classiche e di Letteratura Italiana presso il Liceo Classico e Linguistico C. Colombo di Genova, Dottore di Ricerca (PhD) in Storia Greca, incaricato di corsi di Lettorato di Lingua Greca presso l’Università degli Studi di Genova, collabora con riviste di storia e di letteratura, soprattutto nell’ambito della storiografia geo-etnografica greca e della tradizione della trattatistica odeporica adriatico-orientale e balcanica del XVIII e XIX secolo. Argomenti presentati in occasione di convegni nazionali ed internazionali. Da qui l’interesse saggistico e divulgativo per la cultura giuliano-dalmata.
Il “Giorno del ricordo” è celebrato il 10 febbraio, come previsto dalla legge 30 marzo 2004 n. 92, in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati.
Il fenomeno dell’esodo giuliano-dalmata si riferisce al grande spostamento di popolazione italiana, circa 300.000 persone, avvenuto tra il 1945 e il 1956 dall’Istria, Fiume e Zara (Dalmazia). I territori istriani, fiumani e dalmati, acquisiti dal Regno d’Italia dopo la Grande Guerra (1915-1918), passarono alla Repubblica Popolare Federale di Jugoslavia in seguito alla sconfitta italiana nella Seconda guerra mondiale. Il nuovo confine italo-jugoslavo fu stabilito col Trattato di Parigi (10 febbraio 1947) e col Memorandum di Londra (5 ottobre 1954), ma le condizioni di vita per gli italiani peggiorarono sensibilmente. La maggior parte dei profughi giuliano-dalmati, accolta in 150 centri di raccolta, si stabilì definitivamente in Italia, mentre almeno 70.000 di loro emigrarono verso le Americhe e l’Australia.