In occasione del “Giorno del Ricordo”, il MEI propone una giornata di incontri e riflessioni rivolta alle scuole, sul tema dell’esodo giuliano-dalmata. L’incontro commemorativo, organizzato in collaborazione con la Società di Studi Fiumani, si terrà il 3 febbraio alle ore 10:45.
Dopo un’introduzione del Dott. Mario Bozzi Sentieri, Consigliere della Fondazione MEI, sulla nascita del “Giorno del Ricordo”, interverranno il Dott. Marino Micich, Direttore dell’Archivio Museo Storico di Fiume, e il Professor Marco Marin, in dialogo con gli studenti.
Nel corso della giornata è prevista la testimonianza di Abdon Pamich (t.b.c), esule da Fiume. L’incontro si concluderà con una visita guidata, con particolare attenzione alle storie degli esuli giuliano-dalmati presenti nel percorso museale.
Programma
Saluti istituzionali:
Paolo Masini, Presidente Fondazione MEI
Interventi storici:
Mario Bozzi Sentieri, Consigliere Fondazione MEI, con un intervento sulla nascita del “Giorno del Ricordo”
Introduzione e proiezione al video Addio Pola
Intervento del Dott. Marino Micich “Il grande esodo degli italiani dalle terre istriane, fiumane e dalmate (1945-1956)”
Intervento del Prof. Marco Martin dedicato alla narrazione dell'esodo giuliano-dalmata in letteratura
Testimonianza di Abdon Pamich (t.b.c)
Al termine degli interventi:
Visita guidata al museo con particolare attenzione alle storie dell’esodo presenti nel percorso museale.
Il “Giorno del ricordo” è celebrato il 10 febbraio, come previsto dalla legge 30 marzo 2004 n. 92, in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati.
Il fenomeno dell’esodo giuliano-dalmata si riferisce al grande spostamento di popolazione italiana, circa 300.000 persone, avvenuto tra il 1945 e il 1956 dall’Istria, Fiume e Zara (Dalmazia). I territori istriani, fiumani e dalmati, acquisiti dal Regno d’Italia dopo la Grande Guerra (1915-1918), passarono alla Repubblica Popolare Federale di Jugoslavia in seguito alla sconfitta italiana nella Seconda guerra mondiale. Il nuovo confine italo-jugoslavo fu stabilito col Trattato di Parigi (10 febbraio 1947) e col Memorandum di Londra (5 ottobre 1954), ma le condizioni di vita per gli italiani peggiorarono sensibilmente. La maggior parte dei profughi giuliano-dalmati, accolta in 150 centri di raccolta, si stabilì definitivamente in Italia, mentre almeno 70.000 di loro emigrarono verso le Americhe e l’Australia.